regressione privata

Dio che fatica
non avere te a cui pensare
avere tutto questo dannato tempo
per progettare e realizzare
come se l’utilità
delle azione fosse l’unica
questione importante
ma io stavo così bene
a tirare sassi alla luna
e a raccogliere stelle
inciampate e finite nel mare

dio che fatica
sentirsi così maturi
da riuscire a distinguere
le reali conseguenze
da tutte quante le illusioni
e capire che i chilometri macinati sulle nuvole
non equivalgono manco a un passo
a meno che tu non sia genio
un angelo, una qualche divinità
o un pazzo.

dio che fatica
stare al mondo adesso
senza un pensiero fisso
senza una luce fissa
senza una voce fissa
senza il suono dei tuoi passi
sempre identico a sé stesso
che lo riconoscerei in un mercato
sì, con una giusta acustica
e col vento a favore, certo.

dio che fatica non capire ancora
che cosa sia peggiore
se privarmi di te e soffrire
o immaginarti e passare per demente
se claudicante andare
o starmene fermo qui
a volare
volare
e volare.

[ canzone ]