l’importanza della location

– Come guardare un film bellissimo…
– Ambientato dove?
– Ma dove ti pare.
– I film bellissimi sono ambientati in posti ben precisi. Immagina Santa Maradona senza Milano.
– Va bene. Allora. Come guardare un film bellissimo… Ma scusa, Santa Maradona non era ambientato a Torino? E poi, tutto il bene che possiamo volere a Ponti, ma avrei trovato esempi più appropriati.
– Allora non sei scemo dalla testa ai piedi. Forse solo fino alle tibie. Infatti l’ho catalogato tra i film “significativi”, e tu hai dato due risposte giuste su due. Bomber!
– Quindi… immagina che ti prendi un giorno, uno solo in cui dici oggi penso e sto male, oggi mi godo tutta la nostalgia che per un motivo o per l’altro mi sono lasciato per strada. E allora tra attimi di puro annullamento a guardare il mare e una mezza dozzina di caffè, perché comunque non fare un cazzo facilita il sonno, decidi di guardarti un film, ma ad una sola condizione: deve essere bellissimo. Così ne scegli uno…
– Ambiento?
– Ambientato in Sicilia.
– Oooh.
– Ne scegli uno…
– Puoi tornare alla prima persona. Ho una ragione labile. Non vorrei influissi negativamente sulla mia volontà. Poi mi convinco di avere visto un film ambientato in Sicilia, ma di cui non ricordo la trama e allora il cervello va in pappa.
– Scelgo un film…
– Grazie.
– Un film ambientato in Sicilia, che ti prende così tanto che se tutto fosse andato come prevedevi a quindici anni, era questione di ore che ti saresti fiondato su un areo, con destinazione una qualunque città della trinacria. E questo film te lo porti dietro, e mentre sei ancora impregnato di quegli odori, quei colori, ecco che ti compare una notifica su Facebook: quella si sta svegliando in Sicilia con tizioqualunque….
– A te arrivano le notifiche di quando si sveglia la gente? Cos’è, una nuova app?
– Ma no. Ha postato una foto di una vista da casa. Era mattina. Due più due.
– Quale sarebbe la morale di tutto questo? Che uno in Italia sogna di andare in Sicilia e qualcuno nel mondo ci andrà davvero?
– Non c’è morale. Ci sono le cose cambiano e ti consoli accorgendoti che cambiano e illustrando il processo a un amico stronzo, tanto per evitare di pensare che quel tizioqualunque saresti potuto essere tu.
– Mi dispiace.
– Ma figurati. Ormai è quasi acqua passata.
– No, mi dispiace che tu non avessi visto prima Nuovo Cinema Paradiso.
– Bravo, proprio quello ho visto. C’ho ancora i brividi quando ci penso.
– A chi lo dici.
– Pure a te ha fatto pensare a qualcuna?
– No. Io sono sentimentalmente agnostico, dovresti saperlo. A me è rimasto impresso per il matto che reclamava la proprietà di quella piazza. “Andate via, andate via…”. E faceva esattamente quello che facciamo noi col passato. Che vorremmo che nessuno ce lo toccasse. Che nessuno cambiasse una virgola dei posti in cui abbiamo vissuto, di quello che abbiamo provato e anche le persone vorremmo restassero le stesse. Ma il tempo passa e le piazze cambiano. E tutto il passato che c’hai in testa è sempre più una roba personale, fatta di dettagli e cose che manco si possono spiegare. Diventa tutto una specie di sogno.
– Forse per compensare il tempo davanti che si accorcia e tutto sembra sempre più perentorio, ormai dato e così troppo reale.
– Se solo tu avessi un culo della madonna e fossi privo di pene!
– Quante volte ce lo siamo detti.
– Eh, già.
– Però ora non guardarmi così. E dì al maestro di suonarcene una. Digli di suonarci proprio quella.
– Glielo sto dicendo. Solo il tempo di svestirlo… sollevare la testina… appoggiarlo…. ecco…

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