malcelata invidia per gli altrui etichettamenti

tu sei perciò un poeta?
no io, io non sono altro che una
bella sega
che per isbaglio molti anni fa
attecchì nell’utero
di una bambina un po’ troppo
sentimentale
per disfarsi di me.

no, ma io dicevo, tu sei un poeta comunque?
no io, io al massimo sono involontariamente comunque vivo
attaccato solo a certi pensieri
e molto poco alle cose
tanto che se mi distraggo
qua non mi tiene più niente
e sento una nostalgia fortissima del silenzio
come tu magari senti quella per
il mare caldo della tua andata infanzia.

no va, be’, però sei un poeta?
no, no io non mi ci sento,
cosa mangia un poeta?
di cosa vive? che faccia ha?
non credo certo la mia
un poeta è uno attaccato a quello che scrive
io sono attaccato solo all’idea
e quando l’ho scritta quella
quella già non è più mia.

E poi i poeti raccontano un sacco di balle
non che io..
voglio dire, ti lavorano in testa, ti spremono il consenso
sanno come piacerti, sanno come adeguarsi
io non faccio che parlare di lei
e del sortilegio che mi pietrificò qualcosa nel petto
da allora sputo sassi e li sento perfino rotolare nel cesso
è da allora che decanto queste stupide frasi ad effetto
mica per te, mica per voi, mica per nessuno
ma nell’attesa di rivedere ancora le sue gambe
procedere lente verso un palco come questo.

Perciò no, non sono un poeta.
Sono solo uno tra i tanti
solo uno che aspetta
e che ha la sfiga di riuscire ad amarne una soltanto

sì, soltanto una per volta..
come no.. certo.

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