tango in terra straniera

// Ci sono persone vere e immaginarie. Per qualche strano motivo, spesso, si tende a privilegiare quelle immaginarie. Forse è la consapevolezza di poter averle nella vita solo attraverso le parole. Perché non esistono o perché sono state solo di passaggio. Forse è che con quelle vere ci parli e discuti ed esaurisci lì quasi tutto quello che hai da dire. E poi con quelle vere forse è più ciò che uno fa che quello che uno dice. Qua c’è una donna che è andata a vivere altrove, con tutto il suo bagaglio di cose che non stanno in borsa e traboccano dallo stomaco, dal cuore, dal ventre e dalla pelle tutta //

è una luce un po’ diversa
è la neve a colazione
è una questione di dettagli
di brividi di meraviglia
dai tuoi occhi
ai tuoi fianchi..

sono odori e tinte
suoni duri e spinte
straniere alle fermate
della metro e risalite
piazze e luci,
luci infinite..

e ci sono i tuoi pensieri
il tuo orgoglio da domare
la tua terza guerra mondiale
che ti esplode nel petto
e sola nel letto
ti lasci sognare

e nella testa ripassi
come si dice “lasciamoci andare”
magari non per dirlo davvero
ma per poterlo pensare
al momento opportuno
con uno sconosciuto
uno che sappia ballare
che conosca i passi giusti
senza doverti per forza amare.

[6.12.12]

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2 thoughts on “tango in terra straniera

  1. E’ nell’immaginazione che creiamo il primo battito, è immaginando il come e il perchè, il sapore e l’essenza, il contatto e l’odore che plasmiamo il futuro, il futuro di qualsiasi cosa foss’anche inesistente agli occhi dei più.

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