le proporzioni sballate dell’inconsistenza

Ci vuole un posto dove tornare
una pista su cui atterrare
una lampadina nel buio
per farci rivedere
le facce che avevamo
quando ridevi
mentre ti raccontavo
che ti avevo immaginata
durante un amplesso
come una visione esatta
senza chiederti il permesso.

Ci vogliono i silenzi
per barricarci
nel rumore di due corpi,
ci volevano quei sogni
che ci giravano tra le dita
come i prestigiatori
con le loro monetine.
E non ti ho mai chiesto
“ci proviamo”
perché tu odiavi i tentativi,
ma non ho mai meritato
nessuno dei tuoi respiri.

Sembrava così poco il tempo
ora è incolmabile la distanza,
sono le proporzioni sballate
di chi si brucia nell’inconsistenza.
Si cresce con l’assenza,
ma nella stessa stanza
si cresce molto di più.

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