poesia couverture

la chiamano poesia
senza il minimo ritegno,
compresse di aspartame
che fanno secchi i reni e i ratti
e inumidiscono perizomi
di donne dal cuore distratto,
occupato a tenere su troppi ombrelli
e pochi uccelli,
sarà perché piove
e piove tanto.

la chiamano poesia
ma la poesia si dibatte,
la senti biascicare forte
che a tutto questo
preferirebbe la morte,
a questo quotidiano sentirsi chiavata,
senza aver dato mai il permesso
a tutta questa corta gente,
e per di più dalla parte più stretta
e a secco.

la chiamano poesia
e non può farci niente,
immortale com’è
eppure così impotente,
sempre lì a compiacere le mode
i molluschi
le bambine trentenni
coi tatuaggi, le frangette
e il drum marrone
che ti scruta curioso
dai loro bianchi denti.

la chiamano poesia
forse per farsi chiamare poeti
come per darsi un tono
come alzarsi il bavero
e dire mamma sono un uomo,
davanti ai like e a tutti i loro commenti
con una mano affettuosa e docile
sotto al tavolo
dove s’impugnano il cuore
e sorridono.

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