la follia e le sue bizzarre concettualizzazioni di genere

– quello che ti voglio dire è che in tutti film romantici e i cartoni animati con cui siamo cresciuti…
– lo so, lo so: perché ci sia il lieto fine, le bruttine sfigate diventano bellissime e i cessi e poveri diventano stupendi e ricchissimi…
– queste sono conclusioni a cui arriverebbe anche il tuo criceto indiano! No, quello che ha fregato me è tutta un’altra faccenda.
– sentiamo…
– esistono spesso due figure maschili antagoniste con impianti caratteriali costruiti per essere l’uno antitesi dell’altro. il ricco e il povero, il gretto e il sensibile e via dicendo, fino a ad arrivare a giungere perfino ad opposizioni cromatiche, il biondo e il bruno che saranno figure positive o negative in base alle tendenze modaiole del momento. ad esempio, se noti bene, fumetti, serie tv e film sono attualmente costellati da donne sfoggianti fascinose chiome rosse e lentiggini..
– è vero. In Les revenants due delle protagoniste … e poi anche in Interstellar!!
– sì, bene, ora non è che dobbiamo stare qui a passare in rivista tutte le apparizioni significative di chiome rosse.
– e quella di quel favoloso film tedesco con la tipa eccentrica e bellissima che si masturba in continuazione, gioca col mestruo e ha relazioni lesbiche e che in Italia il Vaticano starà ricoprendo d’oro chiunque pur di non farlo distribuire…pure quella è rossa!
– d’accordo, sono felice tu ti sia ora accorto, e grazie a me, di questo fenomeno di costume, ma ti prego, fammi finire…
– finisci
– allora: in tutti quei film e quei cartoni che ci siamo sorbiti, la donna guarda l’uomo che detesta dicendogli cose come “non fai mai una pazzia”, “ci vorrebbe un briciolo di follia”… mentre all’altro uomo che invece desidera rivolge spesso sguardi umidi dicendogli “pazzo!”, “tu sei proprio matto”, “non ho mai fatto pazzie del genere”…
– sì, è vero, succede
– ecco, questa roba mi ha fregato.
– in che senso?
– che io ho creduto a quelle donne e le ho prese tutte alla lettera. Ma mi vedi? Sono sociopatico. Odio quasi tutti i viventi, ma non è che con la gente morta siamo messi meglio, anche buona parte dei defunti mi sta sul cazzo. preferisco ascoltare musica che qualunque cosa una persona qualunque abbia da dire. evito i posti affollati e se mi ci trovo dentro controllo che le uscite di sicurezza siano abbastanza vicine e che tutti quelli che conosco non mi vedano. cerco di risultare il più antipatico possibile in maniera tale che nessuno abbia voglia di rivolgermi la parola. oppure fingo stanchezza o magone, ma non troppo, che se poi qualcuno pensa tu sia davvero triste viene lì a cercare di consolarti e non c’è nulla di peggio di un approccio consolatorio non richiesto.
– ti conosco non c’è bisogno che….
– e poi le donne le aspettavo sotto casa con in mano qualche dono, o glielo facevo trovare. o glielo spedivo in bizzarre confezioni fatte a mano. ritagliavo le fotografie e creavo situazioni di compresenza, mia e della donna desiderata, mai esistite. lavoravo fino a nottetempo su compilation che avrebbero dovuto rispettare dozzine di criteri. scrivevo sui muri. aspettavo ore sotto la pioggia anche se avrei potuto benissimo fare un passo di lato e essere riparato da un balcone sporgente. fumavo sigarette e mi modificavo la voce per essere più uomo. correvo in bici dietro agli autobus e infilavo bigliettini sotto le porte. arrivavo con la macchina davanti casa loro in un giorno qualunque e le invitavo a partire per il mare e dimenticarsi di tutto per almeno un giorno o due…
– alcune di queste cose me l’ero perse. grazie per il riepilogo…
– vedi, io le ho prese alla lettera quelle donne dei film. certo, nel mio piccolo. però io ho cercato davvero di essere folle e matto. ma loro intendevano un’altra roba.
– che cosa intendevano?
– loro sono razionali. la follia vera le spaventa. loro intendevano follia in scatola. pre-confezionata. la follia di imitare un gesto visto in uno di quei film, o letto in un libro, ma solo quando questo gesto è lecito, e il fatto che il gesto sia lecito già lo disarciona dall’idea di follia… di interruzione del flusso razionale.
– diciamo che tu hai girato l’idea di follia come ti veniva più comoda…
– ti sembra comodo comportarsi così? fare quello che ho fatto?
– per me no, ma per la tua natura evidentemente sì. forse loro intendono più che altro, presupponendo che le donne in questione siano dotate di una testa funzionante e presente a sé stessa… Ecco forse loro intendono la follia più che altro come una forma di lotta contro la parte peggiore della nostra natura. Il nostro drago personale a cui tagliare la testa per ottenere come risarcimento il loro cuore…
– il loro cuore?
– hai capito quello che intendo..eheh..
– insomma, equivale a dire che sono più interessate allo sforzo che al risultato…
– sì..
– questa cosa è assolutamente irragionevole.
– Eh, lo so. Ma si sa, le donne sono tutte un po’ matte.
– Eh sì…

[ misterioso film citato: “Wetlands” \\ link http://goo.gl/7riIYq ]
[ canzone consigliata: “è solo un sogno” di Paolo Benvegnù
link http://goo.gl/rfRjMy ]

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