danzando tra gambe e divinità

Datemi un regalo da scartare
anche senza il Natale,
o una freccia con la punta avvelenata,
ma datemi un’alternativa decente
a questo galleggiare
a questo starti ad aspettare
alle cicatrici da bendare
e ferite aperte da ignorare

regalatemi l’odore del mare
di uno in particolare
e il suo sguardo capovolto
improvvisando quel casquè
intenti a sbriciolare cliché
danzavamo a strapiombo sul mare
e lei m’insegnava i passi buoni
quelli per non farci mai passare

e la stavo ad ascoltare imbambolato
come davanti alle sue gambe
la prima volta che le ho viste
muoversi per accogliere me
dentro sè insieme a tutti gli sbagli,
e al mondo, giuro, non esiste un solo dio

che perdoni così
…credetemi.

[ 15 – 05 – 2013 ]

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