le mani delle donne contemporanee

– Da qualche anno la frequenza con cui le donne si ravanano con la mano tra le chiappe ha superato l’apparentemente irraggiungibile record delle tastate che i maschi danno ai loro meccanismi riproduttivi ovoidali quotidianamente. Se ci pensi bene è un mutamento epocale.
– Sono passate dagli slip al perizoma, se però ci vuoi vedere dietro il segno di una rivoluzione culturale, fai pure.
– Sei miope più di quanto quei vetri spessi dei tuoi occhiali suggeriscano. Pensaci, eravamo noi quelli con le mani sempre lì. E siamo ancora così. La nostra biancheria è cambiata, gli slip li portano solo più i vecchi e quelli che non sono riusciti a liberarsi dal gusto classico della propria madre, ma nonostante le mode noi procediamo coerenti con le nostre mani attorno al pacco – quando siamo discreti solo attorno al pacco. Invece le donne, per star dietro alla moda vanno contro uno dei principi a cui loro le loro madri e le madri delle madri prima di loro si appellavano per rimproverare noi giovani virgulti dell’umanità: “via le mani da lì!” ci gridavano, e per lì intendevano sia davanti che dietro.
– E quindi?
– Devi essere stato di recente alla sesta casa di Virgo, non c’è altra spiegazione. E non capisco come sia possibile che te la sia cavata con la perdita di un solo senso, ma non sarò certo io a privarti di quest’ultimo briciolo di mistero che conservi.
– E quindi??
– Quindi, per il momento, possono ancora giustificarsi e dire che si toccano per una ragione, perché quel filetto di stoffa viene risucchiato e s’appiccica alle profondità delle loro natiche, ma presto, quando cambierà di nuovo la moda, e in periodo di saldi si ammazzeranno per avere dei mutandoni extralarge oppure si tatueranno la biancheria addosso, gli rimarrà questo gesto e nessun bambino o adulto maschio verrà più rimproverato per avere le mani lì. Perché a quel punto il simpatico cucciolo d’uomo dirà: nonna tu passi tutto il tempo a pizzicarti tra le chiappe!
– ……..
– Non capisco le tue perplessità.
Da piccolo mia madre mi legava le mani dietro la schiena per mezz’ora tutte le volte che me le trovava in posti non appropriati. Durante le prima vacanze da solo non facevo altro che tenermi la mano al caldo sotto le mutande. Lei non lo sapeva ma stava creando un mostro. Ecco, cose così tra poco non potranno più accadere. Anche questa barriera sarà abbattuta e le persone disturbate come il sottoscritto saranno sempre di meno.
– Apprezzo l’autocritica, ma resto scettico.
– Perché non ti sei mai trovato legato col desiderio forte darti una grattatina là sotto, in un punto preciso, che ti avrebbe dato sollievo da lì all’eternità…
– No, ma non mi pare…
– E poi non ti è mai successo che la bambina di cui eri pazzamente innamorato ti trovasse con la faccia goduriosa, mentre ti muovi su e giù piegando le ginocchia, strusciandoti contro l’attizzatoio nel tentativo di placare quel maledetto prurito.
– Ora capisco…una complessa pubertà.
– Avevo 21 anni.
– Sai, credo che meno cose so della tua vita e meglio è.
– T’immedesimi in me e provi compassione, vero?
– Non proprio, ma se vuoi vederla così… sì, chiamiamolo un eccesso di compassione che non vorrei provare più.
– Grazie amico.
– E di che…

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