terza dimensione cercasi

i segni dei denti
sulle tue labbra,
la punta di un dito
sul tuo sopracciglio
prendeva in silenzio
le tue generalità

la saliva sul seno
la illumina un lampione
senza badare alla discrezione
senza fare alcuna distinzione
tra la saliva e le lacrime

siamo sovraimpressi
in una sbiadita immagine
legati soltanto
da elaborazioni cromatiche
in un continuo pulsare
di pixel elettronici
all’interno di un database asettico
e del tutto privo di un’anima…

come noi?

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