:: la tragica fine di quelle interminabili vacanze [anni ’90] ::

Bevevo rhum e ghiaccio seduto estivamente sul balcone e mi godevo il mare, mentre nel giardino di sotto alcuni ragazzi si spartivano quel che restava dell’ultimo giorno di vacanza. E messo così con le spalle al muro, non ho potuto far altro che ricordare.

– Quelle sono finte
– Ma che finte e finte. È tutto vero. E poi che te ne frega.
– No… cioè.. volevo dire … Ragazzi, io mi tuffo all’indietro con capriola!

A 14 anni e mezzo, in mezzo al mare, tra un tuffo e l’altro dalla piattaforma ci si esprimeva così. Ma in realtà si pensava più o meno quanto segue:

– Ora devo fare un po’ il brillante, l’uomo di mondo, il simpa della cumpa. Non posso passare sempre per il timido taciturno. È provato e straprovato che se non sei Luke Perry non funziona. Ieri le hanno fatto una battuta sulle tette e lei ha riso molto. Mica se la prenderà con me. Ecco, sì, adesso, mentre esce dall’acqua, così rompo il ghiaccio. Che poi sì, le tette sono belle, ma dio quando ride. Se servisse mi trasformerei in tamarro per farla ridere sempre.. Ecco, ora vai.. fai il battutone e vedrai che stasera limonerai come se non ci fosse un domani.

Non avresti limonato. Avresti ascoltato i suoi interessi per villeggianti stranieri, l’avresti aiutata con l’inglese. Le avresti strappato l’indirizzo per spedirle una cartolina e avresti goduto intimamente per tutte le sue risate da lì fino al termine dell’estate. Fino all’ultimo giorno che è uno di quelli che ti segnano e ti porti quella sensazione dietro per tutta la vita.

L’ultimo giorno è solitamente il penultimo, succede tutto lì, a un centimetro dalla fine di qualsiasi cosa, e se qualcosa è già successa faresti patti col diavolo e tutti i demoni della sua corte per far durare quella notte tutta la vita. Ma nell’aria c’è una strana malinconia che il giorno prima non c’era. Ci si guarda un po’ di più, tutti intendo, e poi si pensa ed è una roba che avevate evitato accuratamente per tutta la vacanza. Alcune coppie non vedono l’ora di starsene per un po’ in disparte e dirsi cose e fare cose e dirsi ancora cose e poi i pianti. I pianti di fine estate sono strazianti. Perché è come quando qualcuno scoppia a piangere nel mezzo di una festa. E tu dici, ma che cazzo fai, ma ti sembra il momento? Evidentemente sì, le sembrava il momento. Perché generalmente sono lo ragazze che non tengono le lacrime, ma ho visto anche certi amici con certe bolle gonfiarsi dal naso e il singhiozzo che non riuscivano a finire una parola senza interrompersi e sbavare un po’. E anche la parole sono sempre le stesse: “ non lo vedrò più.. non mi cagherà più.. ma non potevo innamorarmi di uno di Torino… tornerà con la sua tipa.. vaffanculo, lasciami in pace (e poi regolarmente ti abbraccia e infradicia la spalla)…” e poi ci sono anche quelli che piangono perché non vedranno più gli amici e lì non sai se pensare di essere veramente una persona speciale oppure gli amici regolari sono davvero degli esseri spregevoli.

C’è infine quello come me, che osserva ed è combattuto se dispiacersi che nessuna parte piagnucolante gli sia stata assegnata, o rallegrarsene perché ad ogni modo vivrà un ritorno a casa, vagamente, più sereno. Vagamente perché uno che sta del tutto fuori dai giochi non esiste. C’è caso mai uno che non ha giocato, ma che solo la dea Shiva sa quanto avrebbe voluto e allora giù di rimpianti, nauseabonde cogitazioni e progetti vincenti per l’estate successiva.

Poi passano gli anni e capita anche a te di entrare in queste amorose dinamiche estive e dio santo ringrazi che ti sia capitato allora e non prima: sono schiaffi sul naso e pugni nella cistifellea, e la vista annebbiata mentre cerchi di imboccare le giuste uscite dell’autostrada e ogni tre minuti c’è un istinto suicida da combattere, insieme a quello di un’inversione a u e quella frase nella testa come raffiche di grandine che dice “vieni via con me, veni via con me, cazzo! vieni via con me!!”.

Naturalmente c’erano le canzoni.
Ecco, senza vergogna, le più significative delle mie fine-estate post-pubertà.

“Cinque minuti e poi” [1968] : Maurizio – mio padre non sapeva come mi faceva soffrire quando mi rifilava certe canzoni delle sue compiletion “Vent’anni dopo”, e come nel sedile di dietro gemessi silenziosamente.
“Mare mare” [1992] :: Luca Carboni – tutti gli anni che tornavo a bocca asciutta questa canzone mi ha creato problemi. https://www.youtube.com/watch?v=YqT9QIMezuI
“Come mai” [1993] :: 883 – la cassetta viola, un must. https://www.youtube.com/watch?v=jRIgoXO3rPs
“Always” [1994] :: Bon Jovi https://www.youtube.com/watch?v=9BMwcO6_hyA
“I believe” [1995] :: Blessed Union of Souls https://www.youtube.com/watch?v=MZ89WDvQMbs
“Ci vuoi tornare con me” [1995] :: Gianluca Grignani https://www.youtube.com/watch?v=px-_suK3dS8

anni 90

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