e ciao. || d’amore, dio, amplessi e valium

inopportunamente s’è rifatto vivo il sole
mentre ancora metabolizzavo il nostro altrove
la perdita dei sincronismi, dei condizionamenti pavloviani
dei movimenti coordinati quando le coperte si tramutavano in moquette
e quel “ciac ciac ciàc” che riempiva il silenzio intorno proprio come
fosse stata un’orchestra e noi i settantasette elementi
le percussioni, i fiati, il corpo di ballo e gli applausi
a seguire sulle cosce e sul culo. Maledetto sia questo sole
e il cielo e tutto quel che mostra
perché c’è un po’ di te in tutto quel che vedo
proprio come al catechismo quando cercano di spiegarti l’idea di dio
che dovrebbe nascondersi in tutte le cose che abbiamo intorno, e penso
l’avrà scritto un teologo innamorato, ma è un pensiero inutile e svogliato, mentre
intanto crepo sempre un po’ di più e vorrei che invece fosse proprio vero
poter scuotere la boccetta dei tranquillanti e ritrovarti lì
magari dentro ad ogni goccia
e poterti assumere a ogni ora
fottendomene delle controindicazioni,
intossicandomi beatamente,

e ciao.

[musica consigliata: “perso” – Nadàr Solo

https://www.youtube.com/watch?v=lF-mpndOzvY ]

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