la pillola segreta che cura la miopia [dialogo]

– Quello che dico è che sarebbe sconveniente per tutti introdurre sul mercato una pillola che cura la miopia. Perché non so se l’hai capito, ma questa pillola esiste già. Loro dicono che si tratta di un’operazione col laser, ma non è vero niente. Quelli ti fanno entrare nel loro studio, ti addormentano e mentre sei incosciente ti buttano giù questa pillolina e per il resto del tempo il medico si accoppia con l’assistente, scrive alla moglie ex segretaria, gioca a ruzzle. I laser non esistono. Hanno preso spunto dalle spade di guerre stellari che ci piacevano tanto e lo sanno che noi tendiamo a credere alle cose belle, ai sogni che diventano realtà, ai miracoli, alle belle ragazze dell’est che dicono di amarci tanto.
– Ci pensavo giusto oggi…
– Per una volta tanto siamo sintonizzati. Vedrai che alla fine mi darai ragione anche sulle scie chimiche e i gatti alieni…
– Pensavo che sarebbe bello finire come una coppia di vecchini che ho visto sotto casa l’altra mattina. Li vedo tutte le mattine, ma…
– Scusa tanto, tu proprio non sei tagliato per scegliere gli argomenti di conversazione. Se mai dovessimo uscire con una coppia di ragazze, ricordami di far parlare sempre prima me…
– Li vedo tutte le mattine e quando una cosa si ripete con tanta regolarità finisci per non farci più caso. Ma se ci pensi, non è per nulla banale arrivare ai titoli di coda, mano nella mano come quei due. Ho pensato questo.
– Portano gli occhiali questi due vecchini?
– Ma che ne so. Forse sì.. forse no.. Poi però ho fatto un’altra considerazione.
– Mi auguro un tantino più avvincente della precedente…e persino Massimo Mauro saprebbe fare di meglio, e ho detto tutto.
– Vedi, quei vecchini mi piacevano tanto perché quello è il destino che vorremmo un po’ tutti. È quello che viene tramandato al subconscio da quando abbiamo percezione del mondo. I vissero felici e contenti delle fiabe. I cartoni della Disney. Le canzoni. Però……………………..
– Se vuoi far colpo su di me con queste pause cinematografiche, sappi che se non ci sono stato fino ad ora è perché forse proprio non sei il mio tipo. Fattene una ragione. Poi, però, se vuoi solo un paio di coccole senza sentimento…
– Che schifo… Volevo dire che non c’è solo quella strada. Ce ne devono essere infinite altre, solo si fa un po’ di fatica a pensarci adesso, ma non è detto che finisca così, però vale la pena lo stesso arrivare fin dove si può.
– È una specie di inno alla vita? Ti sembro forse in una fase tanto drammatica? Guarda che prima o poi una che mi sopporti (e che soprattutto io sopporti) la troverò…non sono perduto. Comunque grazie, amico.
– No. Non sei tu. È che mi sembra a volte così difficile arrivare a quel punto lì. Diciamo che non ho avuto molti esempi edificanti e l’esistenza vira spesso da tutt’altra parte. E allora devo pensare che possano esistere altri destini oltre ai due vecchini che si tengono per mano e si chiedono com’è andata la notte, cosa faranno nel pomeriggio, fregandosene se le risposte saranno sempre più o meno le stesse, se i piani non potranno essere troppo a lungo termine, ma dimostrandosi affetto nella forza che mettono ancora nel chiedere, nel curarsi dei pensieri l’uno dell’altro.
– Hai ragione. È bello pensare che quello possa essere il nostro destino. Ma io, ad esempio, mi vedo ad invecchiare in una città di mare. Possibilmente un mare tropicale. Senza una donna – a meno che non sia Rosario Dawson – con figli sparsi qua e là – possibilmente almeno uno di Rosario Dawson – e una di quelle canottiere scolorite da vecchio marinaio, i ciuffi di pelo argentei che puntano verso l’orizzonte e la pelle scura come un nigeriano doc. Naturalmente, finché il mio strumento d’amore funziona, non farò a meno di visite a pagamento e non. Perché va bene invecchiare soli, ma non sono certo un asceta benedettino.
– Sì, è proprio così. Come quando t’innamori della più bella: alla fine, forse, è solo perché non hai abbastanza fantasia. Sono quasi commosso dall’idea che tu stia seriamente seguendo quel che dico…
– Lo faccio solo perché adesso ho la tua attenzione….. e pensa quanta gente senza un lavoro: oculisti, ottici, fornitori, quelli che costruiscono quei tabelloni con tutte le letterine. Non si deve sapere dell’esistenza della pillola contro la miopia.
– No, hai ragione, non si può.
– Perché subito penso che non è giusto che ci tengano all’oscuro, che ci ingannino. Ma poi chi li dà i posti di lavoro a tutti quegli altri?
– Già. Se la gente avesse più pazienza come noi. Che pensiamo una cosa, ma poi ne pensiamo anche un’altra e raramente ci basta.
– Siamo destinati a soccombere sotto la velocità perentoria dei cinquettii.
– Lo so. Ma lotteremo fino alla fine.
– Fino alla fine pensaci tu. Sai che a me basta farmi notare, le battaglie vere, te le lascio. Tutte. Che io preferisco di gran lunga la pace morbida di un lungo sofà e quest’ariettina estiva che solletica la stricina di peletti sotto l’ombelico.

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