denti di chiara estrazione medio borghese

Te ne torni con un sorriso dal nulla.
Ma io dico, che te ne torni a fare.
E poi lo so che non è che torni da me. Che per tornare da una persona, bisogna esserci stati con quella persona, averci per lo meno scopato, e non è questo il caso. Ma il tuo sorriso è una lama che mi sega di netto un tendine teso. Un chiodo infilato tra la gengiva e un incisivo. L’unghia dell’indice della mano destra, lasciata per intero nello stipite di una porta, nel tentativo di frenare una corsa eccessiva, per evitare di sfracellarsi contro la vetrinetta di vetro, dove conservi da una vita i segni materiali del passaggio del mondo; che quando il mondo passa da te non è che te lo puoi dimenticare, non capita spesso, e se capita spesso, forse ancora non hai imparato a riconoscerlo, e lo confondi ingenuamente con qualche sfondo sciattamente romantico, qualche odore indeciso e banale, o certi facciotti buoni solo per le fotografie.

A volte è più dura accettare di non essere la causa della felicità di qualcuno, che sopportare il dolore che per qualche ragione abbiamo causato. Non credo sia un punto di vista onorevole, ma con certo onore sbandierato ci asciugo il caffelatte rovesciato, mentre ancora non mi capacito di questi effetti collaterali alla tua presenza puramente iconica.
E non mi frega neanche di far colpo con la verità, che la verità non è che un punto di vista, ed è essa stessa meschina in partenza, solo per il fatto di non essere altro oltre a ciò che riesce ad essere: un punto di vista, uno solo. Fatemi pure passare per egoista, non c’è alcun problema. C’è solo il fatto reale che se ti vedo ridere m’incazzo. E più il sorriso è sincero, più sto male. E più il sorriso e ampio e più non mi so controllare e mi lancio in serie ripetute di imprecazioni, tipo “cazzo. cazzo. cazzo”. Sì, non è molto, lo so. Ma non ho le imprecazioni nel dna. Se bestemmiassi non sarei credibile. E poi la bestemmia va così di moda, che non potrei.. E certo no, non è che m’immaginavo fossi triste, sola, allo sbando, in compagnia di cocainomani arrivisti che pavoneggiano gadget e macchine costose, gente arida che non vede l’ora di avere un pacchetto azionario sufficiente per un breve o lungo periodo di noleggio della tua persona, ma di certo un sorriso così, così lontano da qui, a fatica te lo avrei augurato, e l’avrei fatto tanto per levarmi dalla coscienza la possibilità che se io avessi mosso meglio qualche pedina, o qualche pensiero, o qualche gesto, magari tu…

Va bene. Tieniti pure il tuo sorriso, mentre con la sabbia bagnata, qualche spolverata di quella asciutta e le mie ansiose dita sporche, tento anch’io di edificarne uno che sia decente. Tanto per non fare brutta figura. Tanto per giocare ad armi pari, se mai un giorno, i nostri denti bianchi e precisi, di chiara estrazione medio borghese, si riaffronteranno in duello; ma temo che allora, qualunque ne sarà stato l’esito,  saremo già fuori tempo massimo per provocare alcun tipo di qualsivoglia memorabile conseguenza.

[ musica consigliata: “Transatlanticism” – dei Death Cab For Cutie

link: https://www.youtube.com/watch?v=qNqQC7R_Me4 ]

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2 thoughts on “denti di chiara estrazione medio borghese

    • Se uno sta a sezionarle e a lavorare di fermoimmagine, sono tante le cose che fanno stare male, così come quella che fanno stare bene. Diciamo che ho una predilizione per le prime. Ma ci saranno anche episodi migliori. Vedrai.

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